… e se l’Otite e Lavaggi nasali fossero collegati?
il segreto è tutto nella manualità del lavaggio
Quante volte ho visto questa scena nel mio studio! Mamme preoccupate che arrivano perché il bambino ha un forte mal d’orecchio, e poi, parlando insieme, scopriamo che il problema è nato proprio da un lavaggio nasale con sensazione di otite causati da una manualità non del tutto adeguata. Non colpevolizzatevi, mamme: è un errore comune, ma fortunatamente facilissimo da correggere!”
Il lavaggio nasale è uno dei gesti più comuni nella routine di cura dei nostri piccoli, specialmente con l’arrivo dei primi freddi. Eppure, tra le mamme, c’è un dubbio che ritorna spesso e che a volte genera un po’ di apprensione: “È vero che se faccio il lavaggio nasale rischio di far venire l’otite a mio figlio?”.
Il binomio otite e lavaggi nasali spaventa molte mamme, ma il lavaggio di per sé non causa l’infezione...” al massimo dà la SENSAZIONE di otite!
Oggi vogliamo fare chiarezza su questo tema con un approccio olistico, che unisce la comprensione dell’anatomia del bambino al rispetto della sua sensibilità.
Il lavaggio nasale: un alleato della prevenzione
Partiamo da un presupposto fondamentale: il lavaggio nasale di per sé non causa l’otite. Al contrario, mantenere il nasino libero dal muco è la prima forma di prevenzione contro le infezioni delle orecchie e delle vie respiratorie. Quando il catarro ristagna nel naso, infatti, diventa il terreno ideale per la proliferazione di virus e batteri.
Tuttavia, esiste una spiegazione idraulica e anatomica per cui un lavaggio effettuato in modo scorretto o troppo irruento può, purtroppo, infiammare l’orecchio dando una sensazione simile all’otite! Di questa cosa me ne sono accorta personalmente quando ho iniziato ad effettuare i lavaggi nasali su me stessa!
Quando venite in Studio da me ricordatevi che vi mostro come faccio io per espellere l’acqua in eccesso dalle orecchie!
“e ora Spiegone tecnico…..”
Quel piccolo canale tra naso e orecchio

Per capire cosa succede, dobbiamo immaginare il corpo del bambino nella sua meravigliosa interezza.
Il naso e l’orecchio medio sono collegati da un piccolo canalino: la tuba di Eustachio. Questo canale serve a equilibrare la pressione dell’aria e a drenare le secrezioni.
Nei neonati e nei bambini piccoli, la tuba di Eustachio ha caratteristiche molto particolari rispetto a quella degli adulti: è più corta, più larga e posizionata in modo quasi completamente orizzontale.
È una conformazione naturale, ma rende questa via di comunicazione una vera e propria “autostrada” facilmente percorribile dal muco.
E se esageriamo con la pressione?
Quando eseguiamo un lavaggio nasale, introduciamo della soluzione fisiologica nella narice. Se in quel momento commettiamo alcuni piccoli errori di fretta o di tecnica, rischiamo di creare un “effetto pistone”:
- Troppa forza: Se spingiamo lo stantuffo della siringa o premiamo il flaconcino con troppa energia, il liquido entra nel nasino a una pressione elevata.
- La via d’uscita è bloccata: Se il naso è molto congestionato e la testa non è inclinata nel modo corretto, il liquido non riesce a defluire liberamente dall’altra narice.
Non trovando sfogo, l’acqua crea una forte contropressione e imbocca l’unica altra via aperta: la tuba di Eustachio. In questo modo, il lavaggio trascina con sei il muco direttamente dentro l’orecchio, dove ristagnerà
E se inclino male la testa del bimbo?
- Cosa succede: Se il bambino tiene la testa dritta o, peggio ancora, piegata all’indietro, la soluzione fisiologica non ha una via di discesa naturale verso l’esterno.
- Il percorso dell’acqua: Il liquido si accumula sul fondo della cavità nasale (nel rinofaringe). Non potendo uscire in avanti, la gravità e la pressione della siringa spingono l’acqua lateralmente, proprio dove si trovano le aperture delle tube di Eustachio (i canalini che collegano il naso alle orecchie). L’acqua entra così nel canale e trascina con sé il muco verso l’orecchio medio.
Come inclinare la testa per non correre rischi
Per evitare questo problema, la testa deve essere posizionata in modo che la gravità aiuti l’acqua a uscire anziché a risalire:
- Bambini grandi e adulti: Il busto va piegato in avanti sul lavandino e la testa deve essere inclinata lateralmente (ruotata di circa 90 gradi). Se inserisci il liquido nella narice destra (che in quel momento si trova più in alto), la testa deve essere piegata verso sinistra (la narice sinistra si trova in basso). In questo modo l’acqua entra, fa il giro del setto nasale e cade spontaneamente verso il basso uscendo dall’altra narice, senza toccare l’orecchio. MOLTO IMPORTANTE: respirare con la bocca!
- Neonati e lattanti: Non potendo stare in piedi, vanno sdraiati completamente su un fianco (posizione laterale). Se sono sul fianco sinistro, la narice destra è quella in alto: si introduce il liquido lì, e questo uscirà da quella sotto (la sinistra) sfruttando la pendenza.
Regola d’oro: la narice in cui inserisci il liquido deve sempre essere quella più alta rispetto al pavimento.
Qui sotto una dimostrazione di come pratico il lavaggio nasale.
Il fattore emotivo: il pianto e la pressione interna
Nel mio studio olistico consideriamo sempre l’aspetto emotivo del bambino. Se il lavaggio viene vissuto come un momento di forte stress, e viene eseguito mentre il bambino piange, urla o si ribella, succede qualcosa anche a livello fisico: il pianto spalanca la tuba di Eustachio proprio nel momento di massima pressione del liquido, facilitando il passaggio del catarro verso l’orecchio.
Come trasformare il lavaggio in un gesto sicuro e dolce
Evitare l’otite da lavaggio nasale è semplice, basta adottare una manualità attenta e rispettosa:
- Inclinazione corretta: Se il bambino è adagiato sul fianco (neonati) o ha la testa ben inclinata lateralmente sul lavandino (bambini più grandi), il liquido seguirà la naturale forza di gravità, uscendo dalla narice opposta senza risalire verso l’orecchio.
- Flusso lento e continuo: Accompagna il liquido dolcemente, senza scatti e senza applicare una pressione violenta.
- Rispetta i suoi tempi: Cerca di non fare il lavaggio mentre il bambino urla. Crea un piccolo rituale di calma, spiegagli cosa stai per fare e aspetta un momento di relativo relax.
- Scegli lo strumento giusto: Se il nasino è molto bloccato o se il bambino è particolarmente sensibile, valuta l’uso di spray a pressione controllata o di docce nasali micronizzate, che nebulizzano il liquido in particelle finissime senza creare picchi di pressione pericolosi per l’orecchio.
Prenderci cura del respiro dei nostri bambini è un atto di amore e prevenzione quotidiana. Imparare a farlo in maniera consapevole considerando l’anatomia e la tecnica permette di proteggere anche la salute delle loro orecchie, in modo naturale e sicuro.

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Si tratta di come RAFFORZARE le DIFESE IMMUNITARIE attraverso la RIFLESSOLGIA PLANTARE INFANTILE
Innanzitutto mi presento: sono Ketty, Riflessologa Plantare, diplomata presso la FIRP di Pordenone nel 2007. Nel 2013 ho aperto il mio studio Olistico Infantile, offrendo in modo del tutto pionieristico servizi olistici specifici per il benessere del bambino, dal neonato fino all’adolescente.
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Nel mio studio olistico infantile, L’Alternativa, mi occupo del benessere dei più piccoli nella loro totale interezza, accogliendo e sostenendo sia la loro sfera fisica che quella emotiva.
Credo fermamente che un bambino in salute sia il risultato di un equilibrio profondo tra corpo, mente ed emozioni.
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Ricordiamo che Ketty, è Riflessologa Plantare Diplomata presso la Firp di Pordenone nel 2007, titolare dello Studio L’alternativa a Cesiomaggiore (BL) dove pratica La riflessologia Plantare per Adulti e Bambini insieme a Marco. Negli anni si è specializzata approfondendo attraverso ricerche personali, frequentando nuovi corsi e corsi di aggiornamento.
Di seguito alcuni: corso di aggiornamento Riflessologico Specifico per le algie facciali e di supporto dei malati oncologici, molteplici corsi di Massaggi sul corpo Specifici (come Linfodrenaggio, Classico, Decontratturante, Miofasciale, Vertebrale, Viscerale..) ,Astrologia Evolutiva, formazione in Cristallo terapia, formazione del Risveglio del Femminile, Percorsi sul Menarca e le fasi Mestruali, Radioestesia Evolutiva, Metamedicina, Antroposofia, Medicina Ayurvedica, interpretazione del Linguaggio Simbolico, Pittura Emozionale con l’acquerello. Ketty è comunque in continua formazione attraverso corsi di specializzazione e ricerca Personale.
“Il valore aggiunto delle consulenze con Ketty risiede nella sinergia delle sue conoscenze. Dall’approccio fisico dei massaggi specifici alla lettura simbolica del corpo e dell’anima, integra ogni sua specializzazione e ricerca personale per offrirti soluzioni concrete. Ricevere un suo consiglio significa beneficiare di anni di ricerca personale e formazione continua in discipline olistiche, evolutive e antroposofiche.”

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